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NICOLÒ OPPICELLI
Micologo - Giornalista - Naturalista
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I MIEI VIDEO
Nicolo Oppicelli - Passione Funghi
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Il fungo cardoncello, Pleurotus eryngii
Nasce in aree prative, ancorato agli steli in decomposizione della calcatreppola (Eryngium campestre), ed è conosciuto e venerato nel Centro–Sud Italia con il nome di cardoncello. In questo video andiamo a fondo su una delle specie più importanti del tardo autunno: ecologia, riconoscimento sicuro, differenze con i sosia, tradizioni gastronomiche e motivi per cui è considerato uno dei migliori funghi commestibili del nostro Paese.
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Uno dei miei luoghi del cuore. Immerso in una radura boschiva lontana da tutto. #funghi #porcini
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Novembre: funghi porcini al margine delle faggete
Novembre, sull’Appennino, sa ancora sorprendere. Ai margini dei sentieri, là dove la faggeta si apre alla luce, tra versanti soleggiati e quote moderate rivolte al mare, possono comparire gli ultimi porcini della stagione 🍂🍄. Nel video, un incontro raro e affascinante: funghi “sottosopra” che cercano riparo e calore tra le foglie dorate. È qui, nei confini del bosco, che l’autunno trattiene il suo respiro più a lungo — e i porcini trovano l’ultimo rifugio prima dell’inverno.
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La straordinaria bellezza dei boschi dell'Appennino in Novembre 💚 #funghi #mushroom #nature #fungi
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Novembre: gli ultimi porcini in Appennino?
Quando la tramontana spira tra fine ottobre e inizio novembre, il bosco cambia voce. L’aria si fa tersa, le foglie di faggio danzano nell’aria e solo poche specie fungine resistono al freddo secco e alle notti limpide. Fra queste, il Boletus edulis, il porcino per eccellenza, continua a resistere, spesso nascosto nel tappeto di foglie cadute. È il momento dei cercatori più attenti: il vento può rivelare i funghi che “dormono” sotto la lettiera, facendo muovere appena le foglie o lasciando intravedere il bordo del cappello. In Appennino, questi sono i giorni dei veri ultimi porcini dell’anno: compatti, profumati, segnati dal respiro dell’inverno imminente.
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Novembre #funghi #mushroom #porcini
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Funghi porcini nei boschi tagliati di faggio
Molti credono che il taglio di un bosco metta fine alla vita micologica. Eppure, nelle tagliate di faggio, il terreno continua a respirare: la luce aumenta, l’umidità cambia, ma il micelio dei porcini resta lì, in attesa del momento giusto. In questo video esploriamo come si comportano i Boletus edulis nei boschi appenninici dopo il taglio -non drastico-, quando il suolo è esposto e la vegetazione si rinnova. Le piccole piante di faggio, emettendo radici giovani e ricche di zuccheri, creano una nuova linfa per le micorrize dei funghi simbionti. Il vecchio micelio, sopravvissuto nel terreno, si ricollega ai nuovi apparati radicali, formando un tessuto invisibile che continua a fruttificare negli anni successivi. La maggiore irradiazione solare scalda il suolo di giorno, ma ne accelera anche l’asciugamento; la differenza la fa l’esposizione: i versanti a nord o nei valloni più freschi conservano l’umidità necessaria per lo sviluppo degli sporofori, spesso più tardi rispetto al bosco maturo. Osserviamo come in questi ambienti “di transizione” nascano porcini mimetici, più piccoli ma compatti, spesso associati ai ricacci di faggio e all’erba che colonizza le radure. È il segno che il micelio non si estingue col bosco, ma si adatta: si ritira, attende, poi riparte. 📍 Ambiente: tagliate di faggio appenniniche tra 800 e 1200 m 🍄 Specie: Boletus edulis 🌦️ Periodo: ottobre – novembre
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Il Fungo di San Martino: l'ottima Infundibulicybe (Clitocybe) geotropa
Ogni regione d’Italia gli ha dato un nome diverso: Sementìn in Liguria, Cimballo o Cardinale in Toscana e Lazio, Cardolinu de Padenti in Sardegna, Fungo di Ringo in Puglia, Brisa priola in Veneto. Sono solo alcuni dei tanti nomi popolari di Infundibulicybe geotropa (nota anche come Clitocybe geotropa), una delle specie più caratteristiche e affascinanti del tardo autunno. Cresce nelle radure umide, nei margini dei boschi collinari e nella macchia mediterranea, spesso disegnando file o cerchi perfetti di decine di esemplari: un vero spettacolo geometrico del micelio. Nel video vediamo una piccola fungaia ancora in fase di sviluppo, con gli sporofori che si aprono lentamente a formare il classico imbuto. Con il suo cappello ampio e liscio, il colore nocciola chiaro e lo stipite eretto e cilindrico, Infundibulicybe geotropa è una specie tanto elegante quanto resistente, capace di fruttificare quando gran parte dei funghi autunnali ha già concluso il proprio ciclo. È commestibile di buona qualità, molto apprezzata per consistenza e profumo. 📍 Ambiente: prati umidi, margini boschivi e radure subcollinari 🍄 Specie: Infundibulicybe geotropa (= Clitocybe geotropa) 🌦️ Periodo: da fine settembre a gennaio
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Per questo colpo al cuore del 2025, non credo possa esserci colonna sonora più azzeccata. #funghi
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