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NICOLÒ OPPICELLI
Micologo - Giornalista - Naturalista
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I MIEI VIDEO
Nicolo Oppicelli - Passione Funghi
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Marzuolo: il fungo che si sveglia tra neve e sole!
Marzuolo, il dormiente del bosco. Chi va per funghi lo sa: vederlo spuntare tra l’ultima neve e le foglie fredde è sempre un piccolo evento. Ma questa volta si è fatto sorprendere dai primi raggi di sole, appena sopra il terreno, segno che la stagione cambia davvero. Hygrophorus marzuolus cresce di colpo, spesso quando nessuno se lo aspetta, mimetizzato fra foglie e aghi: è chiamato “dormiente” proprio perché sembra aspettare il momento perfetto: resta nascosto sotto il terreno finché una finestra di luce e calore non gli suggerisce che è l'ora di risvegliarsi.
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Il fungo porcino a testa in giù
Lo avevo visto spuntare con la testa all’ingiù, proprio sotto un letto soffice di foglie e radici. In questi casi il micelio, trovando poca resistenza in superficie o una direzione più facile tra le radici, ha guidato il giovane fungo porcino, un Boletus edulis, verso il basso invece che verso l’alto. Capita più spesso di quanto si pensi, soprattutto dove il terreno è morbido o smosso. Non è una malformazione, né una stranezza: è il bosco che detta le regole, e il fungo si adatta come può per trovare la luce. È proprio da questi dettagli che si capisce quanta vita ci sia sotto i nostri piedi, invisibile, pronta a sorprenderci con qualcosa di nuovo ogni stagione.
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☁️🍄🟫🌬️
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🐿️🍄🟫💚 #mushroom #nature #porcini #fungi #mycology
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Sembra seta, invece è ghiaccio modellato da un fungo. #mushroom #natura #mycology #funghi
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Dicembre in Appennino: gli ultimi funghi porcini
Inizio dicembre, Appennino. Quando ormai tutti dicono che la stagione è finita, il bosco può ancora sorprenderci. Sono gli ultimi giorni utili, quelli in cui i porcini non nascono più “per caso”: nascono solo dove il microclima tiene, dove l’umidità resta intrappolata e il terreno non ha ancora mollato del tutto il calore dell’autunno, magari rinvigorito dal sole che riscalda i crinali più assolati e le zone del bosco capaci di resistere alle prime gelate notturne: pochi funghi, lenti, bassi, quasi incollati al terreno per sfruttare ogni grado disponibile. Nei castagneti più riparati, nelle faggete chiuse, nei versanti esposti al sole per quasi tutte le ore della giornata: è lì che la "stagione", in Appennino, si difende fino all’ultimo.
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Il fungo cardoncello, Pleurotus eryngii
Nasce in aree prative, ancorato agli steli in decomposizione della calcatreppola (Eryngium campestre), ed è conosciuto e venerato nel Centro–Sud Italia con il nome di cardoncello. In questo video andiamo a fondo su una delle specie più importanti del tardo autunno: ecologia, riconoscimento sicuro, differenze con i sosia, tradizioni gastronomiche e motivi per cui è considerato uno dei migliori funghi commestibili del nostro Paese.
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Uno dei miei luoghi del cuore. Immerso in una radura boschiva lontana da tutto. #funghi #porcini
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Novembre: funghi porcini al margine delle faggete
Novembre, sull’Appennino, sa ancora sorprendere. Ai margini dei sentieri, là dove la faggeta si apre alla luce, tra versanti soleggiati e quote moderate rivolte al mare, possono comparire gli ultimi porcini della stagione 🍂🍄. Nel video, un incontro raro e affascinante: funghi “sottosopra” che cercano riparo e calore tra le foglie dorate. È qui, nei confini del bosco, che l’autunno trattiene il suo respiro più a lungo — e i porcini trovano l’ultimo rifugio prima dell’inverno.
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